
L’associazione nasce con lo scopo di diffondere il valore della relazione e dell’aiuto a due mani e con la volontà di fare bene il bene al prossimo come è stato nello spirito e nella vita di Giulia. Era secondogenita di una numerosa famiglia, quando a 12 anni il padre ancora giovane fu colpito da un brutto male e ben presto morì. In casa mancava tutto anche un pezzo di pane secco e fu cosi’ che la sua mamma la dovette mandare
a ‘badare’ le pecore da un pastore affinchè potesse sfamare i fratellini con un po’ di formaggio. Il padrone delle pecore viveva in cima ad una montagna e Giulia per tornare a casa una volta a settimana doveva attraversare una fitta boscaglia e guai.. a rientrare tardi perché sarebbero stati rimproveri e botte.
Dopo tre anni di questa vita, una signora benestante la prese a cuore e anche a servizio. Giulia doveva prendersi cura di un’uomo molto anziano, allettato e incontinente, ma non c’erano altri lavori e a casa c’era bisogno di denaro. Fortunatamente poteva tornare a casa ogni sera. Fu cosi’ che conobbe un giovane che sarebbe divenuto suo marito dopo alcuni anni. Erano anni della guerra e anche dopo sposata dovette stare a servizio della numerosa famiglia del marito (erano in 21 persone).
Gli anni trascorsi a servizio avevano rappresentato per Giulia una vera scuola che tra l’altro non aveva potuto frequentare, ma aveva anche avuto modo di leggere i bisogni di chi le era vicino tanto che quando in una famiglia si ammalava qualcuno, lei era la prima ad essere chiamata quando non era lei stessa che andava in soccorso. Nella vita ha accompagnato centinaia di
persone al passaggio e lo ha fatto senza aspettarsi un corrispettivo. Era quel grazie di chi si trovava nel disagio che le riempiva il cuore e le dava la forza di continuare.
Poi arrivò quel fatidico 21 agosto 1999 quando alle 18 del pomeriggio le venne un ictus e da quel momento rimase paralizzata per 15 anni. Anni difficili ma tutto quello che aveva donato le ritornava dalla sua famiglia, dalle amorevoli cure della figlia e del marito ma anche da medici, infermieri e assistenti familiari qualificati e affettuosi. Se nella vita era stata una donna forte da superare momenti molto difficili e tristi, nella malattia si era trasformata in una persona ancora piu’ forte tanto donare gioia a tutti coloro che le stavano vicino.
Il 31 gennaio 2015 la sua anima salì in cielo lasciando un segno d’amore profondo in tutti coloro che l’hanno incontrata e che hanno imparato ad aiutare e sostenere gli altri a due mani e con il cuore. Il giorno delle esequie il medico che l’aveva seguita per tutti questi anni e che grazie alle sue cure era rimasta in vita chiese che i frutti di questa vita non andassero dispersi e fu cosi’ che la decisione confluì nella nascita dell’associazione.
